Giovanni Verga, il massimo esponente del Verismo, è uno dei protagonisti principali della letteratura italiana del XIX secolo. Nato a Catania nel 1840 in una famiglia nobile, Verga intraprende un percorso di studi in prestigiose scuole italiane e si avvicina alla scrittura sin da giovane, con opere che inizialmente riflettono i temi risorgimentali. Dopo essersi trasferito a Firenze, entra in contatto con Luigi Capuana, che lo introduce agli ideali del Verismo, una corrente letteraria che si ispira al Naturalismo francese. Durante il suo soggiorno a Milano, Verga sviluppa un forte legame con il movimento naturalista, dando vita a opere fondamentali come Malavoglia e Mastro don Gesualdo, nonché alle raccolte di novelle Vita dei campi e Novelle rusticane.
Anteprima

Giovanni Verga, nato a Catania nel 1840, è il principale rappresentante del Verismo, una corrente letteraria che si ispira al Naturalismo francese. Dopo aver vissuto a Firenze e Milano, dove entra in contatto con il movimento naturalista, scrive opere celebri come Malavoglia e Mastro don Gesualdo, e le raccolte di novelle Vita dei campi e Novelle rusticane. Le sue opere raccontano la vita dei “vinti”, persone che non possono sfuggire alla loro condizione sociale. Sebbene inizialmente poco riconosciuto, Verga venne riscoperto grazie a Pirandello e ottenne la nomina a senatore a vita per il suo contributo alla letteratura. Morì nel 1922, lasciando un’impronta indelebile nella letteratura italiana.
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